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Noci contro la Riforma delle Autonomie del Governo Berlusconi

Un ordine del giorno bipartisan per protestare contro il taglio di assessori e consiglieri comunali. Con la Riforma tagliati anche i difensori civici e i direttori generali dei comuni.

 

consiglio-comunale-la-giunta-22-01-2010NOCI (Bari) - Così come è stata pensata la riforma della Autonomie locali dal ministro Calderoli e dal sottosegretario all'Interno Davico e poi passata con la Legge finanziaria 2010 non piace affatto al consiglio comunale di Noci, che in un inedito sodalizio tra centrodestra e centrosinistra ha espresso parere negativo contro la diminuzione del 20% del numero dei consiglieri comunali e la drastica riduzione degli assessori da 7 a 3. L'ordine del giorno contro il provvedimento del Governo è stato formalizzato ed approvato durante la seduta del consiglio comunale di Noci nel pomeriggio del 22 gennaio 2010.


Il parere negativo, posto sotto forma di ordine del giorno, sarà comunicato agli organi di governo competenti per far conoscere il punto di vista delle realtà locali. Un provvedimento bipartisan che muove da una critica profonda alle scelte del Governo Berlusconi inerenti al numero dei consiglieri e assessori: in un comune come Noci, di circa 20.000 abitanti, sembra lecito conservare, per i consiglieri nocesi, un rapporto di 1 consigliere ogni 1000 abitanti, mantenendo il numero di 20 e non ridurli a 16. Stessa cosa per gli assessori che i consiglieri nocesi vorrebbero mantenere a 7 per garantire un contributo utile al lavoro dell'ente locale.

PDL contro FITTO - Posizione, quindi, contraria del PDL nocese nei confronti di un provvedimento per il quale il Ministro pugliese Raffaele Fitto aveva manifestato parole di compiacimento sul suo sito web " Va dato atto al Governo e agli Enti Locali di avere operato nello spirito di una autoriforma della politica mossa da criteri di efficienza ed efficacia dell'azione di governo, soprattutto nei livelli più prossimi ai cittadini e che comporterà una riduzione di circa 50 mila, tra consiglieri comunali, circoscrizionali e provinciali". Tale riduzione a Liuzzi, alla maggioranza e alla minoranza appare pretestuosa ed immotivata. Ecco perché.

IL SINDACO LIUZZI - Secondo il sindaco Liuzzi "L'ordine del giorno da noi approvato si pronuncia contro lo sfoltimento forzato delle assemblee cittadine e degli assessorati. C'è bisogno, invece, di mantenere i 20 consiglieri per garantire la rappresentanza democratica. Non è con la diminuzione dei costi che si rende più efficace l'azione amministrativa. Desideriamo, quindi, che il Parlamento recepisca i nostri pensieri e ci impegniamo ad indire una Conferenza Cittadina sulle novità introdotte dal Codice della Autonomie Politiche".

CONSIGLIERE FORTUNATO MEZZAPESA - NOCILIBERA - "Siamo in democrazia o no? Perché questa imposizione dall'alto? Per tagliare dei costi? Sapete quanto prende un consigliere per gli incontri di consiglio o di commissione? Ve lo dico io: solo 16 € lordi come gettone di presenza unico! Vi pare che siano questi davvero gli sprechi delle amministrazioni? Solo 700-800 € all'anno per ogni consigliere comunale, cifre ridicole. I veri sprechi sono altrove... ma non si fa nulla. Si taglia solo la formazione del consenso".

CONSIGLIERE VITO LOPERFIDO - PDL - "Io condivido le scelte del governo e la razionalizzazione non mi fa pensare ad uno scandalo. E' vero che può venire intaccata la rappresentatività, ma il momento dell'economia italiana è difficile e si deve dare un segnale"

CONSIGLIERE DOMENICO NISI - PD - "Noi siamo contrari al modello proposto di Riforma della Autonomie. Non vogliamo affatto il taglio dei consiglieri perché li riteniamo fondamentali per l'esercizio della rappresentanza politica, che altrimenti sarebbe relegata solo ai pochi poteri forti del paese. La questione è di civiltà politica e di rispetto vero dell'istituto della rappresentanza che non può essere considerato un costo".

 

Al termine del dibattito l'intero consiglio ha votato a favore dell'ordine del giorno contro la Riforma della Autonomie del Governo Berlusconi.

 

OBIETTIVI DELLA PROPOSTA DEL GOVERNO - Come ben spiegato sul sito del governo il provvedimento ritenuto da Liuzzi di sfoltimento "rappresenta un importante passo avanti verso il federalismo [...] Gradualmente, ad ogni livello di governo, saranno ridotti enti ed organismi, consentendo una migliore qualità dei servizi e risparmi di spesa. Diminuiranno i componenti degli organi delle amministrazioni esistenti. Grazie alla Carta delle autonomie verrà riordinata tutta la materia degli enti locali". Tra gli obiettivi specifici del riordino vi sono:

- individuazione delle funzioni amministrative fondamentali che spettano a comuni, province e città metropolitane;

- obbligo dell'esercizio di alcune funzioni fondamentali in forma associata per i comuni sotto i 3.000 abitanti;

- razionalizzazione dell'amministrazione provinciale e periferica dello Stato;

- eliminazione di enti e organismi, quali: difensore civico; comunità montane; circoscrizioni di decentramento comunale, salvo che nei comuni con più di 250.000 abitanti; consorzi di enti locali, compresi i Bacini imbriferi montani (BIM); consorzi di bonifica;

- riduzione del numero di consiglieri e assessori locali, nomina del direttore generale solo nei comuni più grandi che sono capoluogo di città metropolitana;

- semplificazione dei documenti finanziari e contabili nei piccoli comuni;

- adeguamento delle regole del patto di stabilità;

- potenziamento dei controlli di tipo amministrativo, finanziario e contabile.

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